E' verità universalmente riconosciuta che una fan di Jane Austen desideri diventare come un'eroina dei suoi romanzi!

domenica 29 settembre 2013

Il ritorno di Once Upon A Time

La terza stagione di Once Upon A time è ai nastri di partenza, finalmente! Vedremo la nostra ciurma improvvisata sbarcare sull'insidiosa Isola Che Non C'è alla ricerca di Henry; lì incontreremo il famigerato Peter Pan e un gruppo di sirene, tra cui anche Ariel! Scopriremo come se la cava Belle a Storybrooke, incaricata di proteggere la città da intrusi esterni; infine ritroveremo Neal nel mondo delle fiabe, il quale probabilmente tenterà di tornare nel mondo reale magari con l'aiuto di Mulan e Robin Hood.
Questa terza stagione ha tutte le premesse per appassionare e coinvolgere come le altre due!

Nelle ultime settimane sono state divulgate diverse immagini promozionali della terza stagione... non senza suscitare svariate polemiche... perché le primissime foto divulgate non è che fossero esattamente bellissime e hanno scatenato le ire dei fan al punto che il sito ufficiale del telefilm è subito corso ai ripari ritirandole in tutta fretta...

Fortunatamente la Abc ha poi corretto il tiro divulgando altre immagini stavolta molto più belle e curate, cioè queste:
















Questa immagine fa molto Lost!!!




Neal assieme a Robin Hood e Mulan




Questo è il nuovo Robin Hood!







Ed ecco le immagini che hanno suscitato tante polemiche...





















E' proprio vero, la magia sta tornando!!!



venerdì 27 settembre 2013

Rush



Fin dagli inizi degli anni Settanta l'austriaco Niki Lauda e l'inglese James Hunt sono stati rivali nei campionati automobilistici minori; uno razionale, calcolatore, dedito al suo lavoro e scrupoloso, l'altro esuberante, piacione, latin lover e spericolato: Lauda e Hunt non potrebbero essere più diversi ma entrambi sono accomunati dalla voglia di vincere. La rivalità che li ha caratterizzati da sempre toccherà il suo apice nella stagione di Formula 1 del 1976 quando un drammatico incidente durante il GP di Germania rischierà di cambiare per sempre le cose...

Ron Howard ha deciso di tornare in grande stile raccontando la storia di una delle stagioni più emozionanti e drammatiche della Formula 1: quella ricordata per il terribile incidente occorso a Niki Lauda durante il GP del Nuerburgring, quando la sua Ferrari si schiantò e il pilota rimase quasi un minuto intrappolato all'interno dell'abitacolo avvolto dalle fiamme prima di essere miracolosamente tratto in salvo, incidente da cui si riprese tornando in pista poco più di un mese dopo ma che gli lasciò gravissime ustioni alla testa. Lauda a quel tempo era probabilmente il più forte pilota in circolazione e senza questo drammatico evento sarebbe diventato campione del mondo per la seconda volta.
Una storia del genere non poteva non attirare l'attenzione di un cineasta e così Howard si è cimentato nell'impresa. La pellicola si focalizza sulle vicende umane e sportive dei due piloti tracciando attraverso le loro esperienze, fuori e dentro la pista, lo spaccato di un'epoca di corse in cui l'incoscienza, la follia, la voglia di primeggiare portavano tanti piloti a sfidare la morte per inseguire quel sogno di velocità che sentivano nel loro destino. Rush ci porta all'interno dei paddock e dei box, tra il lavoro febbrile dei meccanici e le aspettative dei piloti, tra monoposto velocissime, pneumatici, sangue, sudore e benzina in cui si consumavano paure e sogni di gloria, in cui i piloti guardavano a quel destino di morte che poteva sfiorarli da un momento all'altro con placida rassegnazione, consapevoli che al proprio destino e alle proprie speranze non si può sfuggire. Consapevoli che forse solo correndo più forte potevano tentare di ingannare la morte. Così Hunt sfreccia a tutta velocità in pista, un po' guascone e un po' imprudente, e vive al massimo la sua vita tra belle donne e divertimenti per esorcizzare la paura; Hunt è la personificazione dell'atleta sregolato che sembra cercare quasi più la fama che non la soddisfazione sportiva, incapace di accettare i sacrifici e le regole che contraddistinguono la vita di un atleta. Sarà questa la sua rovina. Lauda, d'altro canto, è la personificazione dell'atleta dedito al suo obiettivo dal quale nulla può distoglierlo, l'atleta che sa calcolare bene i suoi rischi e non è disposto a rischiare oltre il dovuto, è l'antipatico di successo consapevole di essere il migliore, è il perfezionista che non teme di ammettere di avere paura quando è il momento di averla, perché l'eroe deve avere paura... è questo che lo rende un eroe, chi non ha mai paura non è un eroe. Il gravissimo incidente, diversamente che a Hunt, farà comprendere a Lauda quali sono le priorità nella vita, perché la domanda fondamentale di Rush è tutta qui: fino a che punto vale la pena spingersi fin sull'orlo della morte per inseguire le proprie ambizioni? A conti fatti, ne vale davvero la pena o c'è dell'altro? I piloti automobilistici scendono a patti con la morte ogni giorno, sanno a cosa vanno incontro e, nondimeno, non si tirano mai indietro... quella strana follia che li anima e li spinge ad avvicinare la morte per sentirsi vivi fa parte della loro vita, ma fino a che punto si può giocare con la morte? La parabola di Lauda, quella del sopravvissuto che torna in pista consapevole dei rischi e del momento in cui bisogna fare un passo indietro - quando decide di ritirarsi sotto la pioggia del GP del Giappone, perdendo così il mondiale, perché ha capito che non bisogna sfidare la sorte due volte -, è la parabola di un pilota, di un uomo che ha saputo trarre i giusti insegnamenti dalle circostanze e ha capito quando vale davvero la pena correre più forte degli altri; al contrario di Hunt che brucerà la sua vita prematuramente - fiamme forse più insidiose di quelle affrontate dal rivale - senza aver mai smesso d'inseguire quel qualcosa di inafferrabile che gli è sfuggito fino alla fine. E allora questo è Rush: l'anima epica e folle della F1 fatta di destini uniti dal ghigno inquietante della morte che però prendono traiettorie diverse e il cui premio allo sventolio della bandiera a scacchi è ben diverso da quello a cui si aspirava alla partenza.

Sono appassionata di F1 dall'infanzia (ho avuto la fortuna di vedere un GP dal vivo a Imola anni fa... Ehehehehe, quanto ero chiassosa quando seguivo le gesta del mio amatissimo Mika Hakkinen!!!) e quindi ho accolto da subito con entusiasmo la notizia che Ron Howard stava girando un film sul tema! Non avevo mai sentito nominare James Hunt, a dire la verità, mentre ovviamente conosco benissimo Niki Lauda e sapevo dell'incidente anche se attraverso questo film ho potuto approfondire meglio la vicenda. Mi è piaciuto l'approccio di Howard nel delineare sì la rivalità sportiva tra i due contendenti, ma anche e soprattutto la diversità delle personalità e dei caratteri, i due modi opposti di vivere, collocando questi due "universi agli antipodi" nel complesso contesto della F1 degli anni Settanta, per molti aspetti ancora pionieristica e approssimativa, dove la poca sicurezza regnava e le disgrazie erano all'ordine del giorno. Rush è un film vincente perché non delude né gli appassionati di F1 né gli appassionati di cinema che qui ritrovano tutte le emozioni e lo spettacolo che contraddistinguono sia l'una che l'altro; coniugare in maniera vincente sport e cinema non è impresa facile finendo spesso per cadere nella retorica o nella facile morale, invece Rush si mantiene perfettamente in equilibrio dosando sapientemente adrenalina sportiva e appassionante parabola umana, regalandoci la storia fatta di luci e ombre di due uomini prima ancora di due piloti.
L'atmosfera della F1 è ricostruita in maniera convincente, non c'è mai niente di esagerato. Chris Hemsworth è bravo nel ruolo di Hunt, ha il fascino da latin lover dell'originale, ma a bucare lo schermo è il Lauda di Daniel Bruhl! E' talmente calato nei panni del pilota austriaco al punto che non lo imita: lui E' Niki Lauda! In ogni espressione, in ogni gesto, in ogni dettaglio... Daniel è assolutamente perfetto, straordinario, travolgente, ipnotico... da solo vale il prezzo del biglietto e indubbiamente la sua interpretazione è da Oscar, come minimo!

Rush è un film entusiasmante, epico e folle... in grado di appassionare non solo chi ama la F1 ma chi ama in generale le grandi storie e il grande cinema! E' probabilmente il miglior film di Ron Howard!

Voto: 9

giovedì 26 settembre 2013

Amadeus



Antonio Salieri è il compositore della corte di Vienna. Quando giunge in città il giovane Mozart, inizialmente Salieri è affascinato da lui ed è pieno di ammirazione per il suo talento, ma ben presto inizia a nutrire un'ostilità e un'ossessione nei confronti di Mozart sempre più difficili da arginare: incapace di accettare che a un giovinastro egocentrico, volgare e turbolento sia stato concesso un simile genio musicale. L'ossessione e il desiderio di vederlo crollare porteranno Salieri ad ordire un complotto per decretarne la fine...

Pluripremiato film di Milos Forman del 1984, vincitore di 8 Oscar, Amadeus parte dall'idea, più che altro fantasiosa e probabilmente senza alcun fondamento nella realtà, che sia stato Salieri, invidioso del suo genio, ad aver causato la morte prematura a soli 36 anni di Mozart. E' stata piuttosto la vita sregolata - che contraddistingue ogni genio e sregolatezza che si rispetti - a decretare la fine del prodigio di Salisburgo... ma la teoria proposta nel film ha sicuramente un tratto affascinante e la bravura di F. Murray Abraham (Oscar come miglior attore) nel dare vita alle ossessioni e alla follia del suo Salieri rendono Amadeus un film avvincente e in grado di tenere con il fiato sospeso fino alla fine. Una pellicola indimenticabile!

Voto: 8,5 

domenica 22 settembre 2013

The white queen: rosa vs rosa



Seconda metà del Quattrocento, in Inghilterra impazza lo scontro tra gli York e i Lancaster per il trono dopo che il legittimo re, Henry, è stato scacciato e il giovane Edward, della fazione degli York, è salito al trono con l'aiuto del cugino e mentore Lord Warwick. Ma quando Edward s'innamora di Elizabeth Woodwille, una giovane vedova con due figli che si era rivolta a lui per riavere alcuni beni espropriati, e decide di sposarla contro il parere del cugino... questo porterà ad un nuovo inasprimento delle dispute e dei conflitti che condurranno le diverse fazioni contrapposte a intrighi, alleanze, tradimenti, cambi di bandiera e quant'altro pur di veder trionfare i propri colori... in una situazione via via più ingestibile in cui fidarsi dell'altro sarà sempre più difficile...

Miniserie BBC in co-produzione con l'americana Starz di 10 episodi, The white queen è tratta da una serie di romanzi di Philippa Gregory che rievocano gli anni della Guerra delle due Rose, in cui la rosa bianca degli York si contrapponeva alla rosa rossa dei Lancaster per la conquista della supremazia e del potere in Inghilterra. Il tutto viene raccontato dal punto di vista di Elizabeth Woodwille "la regina bianca", moglie di Edward desiderosa di fare il possibile pur di salvaguardare la sua famiglia; allo sguardo femminile degli eventi da parte di Elizabeth si aggiungono anche i punti di vista di altre due donne: quello di Margaret Beaufort, che parteggia per i Lancaster ed è convinta che un giorno l'Inghilterra vedrà salire al trono suo figlio, Henry Tudor, e quello di Anne Neville, figlia minore di Lord Warwick, che prima viene costretta dal padre a sposare l'unico figlio della spodestata regina Margaret d'Anjou e poi salirà lei stessa sul trono d'Inghilterra insieme al secondo marito Richard, fratello minore di Edward. Il tutto in un clima di continui colpi di scena, alterne fortune, tradimenti e sete di potere che contraddistinguono quei romanzeschi fatti storici che dimostrano che la storia è più avvincente della fantasia e che davvero la realtà supera la fantasia, il più delle volte.

The white queen è un ottimo sceneggiato, avvincente e appassionante con un cast bene assortito, bei costumi, bellissime musiche e una convincente rievocazione dell'Inghilterra medievale. Un prodotto di altissimo livello assolutamente da non perdere!

Voto: 8































giovedì 5 settembre 2013

(Quasi) fine delle vacanze e novità del blog!



Ed eccomi di ritorno in città dopo aver soggiornato in quel di Pemberley per qualche giorno!
Come ogni settembre, facciamo il punto della situazione e vediamo che cosa prevede Vorrei essere un personaggio austeniano per i prossimi mesi!

Come da titolo, in realtà le mie vacanze non sono esattamente finite! Infatti, per tutto settembre sarò operativa, ma ai primi di ottobre mi assenterò ancora per un nuovo viaggio! Il viaggio che intraprenderò è molto, molto particolare e al mio ritorno vi racconterò ogni cosa; per ora non svelo quale sarà la mia meta, ma una cosa la posso anticipare: stavolta non vado in Inghilterra! Diciamo... che vado un po' più lontano...

Al mio ritorno, probabilmente in novembre, partirà finalmente un progetto che, causa problemi tecnici, rimando da due anni ma che tenevo a realizzare ad ogni costo. Si tratta di una speciale rassegna a tema storico incentrata su cinque personaggi femminili che hanno lasciato il segno, cinque protagoniste dei libri di storia che sono più che mai radicate nella nostra mente, cinque donne che nel bene e nel male sono diventate immortali.

Torneranno naturalmente le recensioni di cinema, telefilm, libri e fumetti, ci sarà spazio per i Ritratti di signora di nuove incredibili figure femminili, non mancheranno le news sui nuovi film in costume in uscita, senza dimenticare che a maggio 2014 cade il bicentenario di Mansfield Park. Saranno, inoltre, tante le curiosità da scoprire e non mancherà la finestra sempre aperta su tutto ciò che riguarda il mondo di Jane Austen!

Questi sono solo alcuni degli argomenti che troveranno spazio prossimamente su Vorrei essere un personaggio austeniano! Se cercate il vostro piccolo angolo di Ottocento quotidiano... seguitemi: questo è il posto che fa per voi!!!